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ALCUNE RIFLESSIONI SUL CONCETTO
DI "SOVRANITÀ" Nessun concetto ha sollevato altrettanti conflitti ideologici né impegnato i giuristi e i teorici politici del XIX secolo in un labirinto altrettanto confuso quanto il concetto di sovranità. La ragione di ciò sta forse nel fatto che non avevano adeguatamente esaminato e valutato, né abbastanza verificato in partenza, il significato originario e autenticamente filosofico del concetto in parola. Inizia così il saggio di Jacques Maritain intitolato appunto "Il concetto di sovranità". Personalmente condivido molti dei punti toccati dal filosofo francese su questa spinosa tematica: perciò queste brevi riflessioni risentono molto delle idee da lui espresse in "L'uomo e lo Stato", dove peraltro si trova anche il saggio da cui abbiamo preso le mosse.Il dibattito intorno al concetto di sovranità, si sviluppa ormai interamente in un contesto di diritto internazionale: qui sorgono infatti le questioni più complesse, dal momento che la sovranità dello Stato non viene concettualizzata, per così dire, in sé, ma nei suoi rapporti verso l'esterno, cioè verso gli altri Stati. La nascita di una comunità internazionale, di un vastissimo numero di organizzazioni, politiche e non, di livello sovranazionale, la recente firma della costituzione europea, sono eventi che ripropongono una domanda importante, ma ancora senza risposta: la sovranità è detenuta dalla comunità internazionale nel suo complesso o dai singoli Stati considerati ciascuno separatamente? La paralisi dell'ONU di fronte alla guerra anglo-americana in Iraq è solo uno dei sintomi dell'incapacità politica, ma anche, e prima ancora, filosofica di dare una risposta a questa domanda. Ed è questa, forse, la ragione principale per cui mi sembra opportuno tentare di venir in chiaro sul concetto stesso di sovranità. Per quanto riguarda la sua genesi storica, mi basti qui ricordare che si tratta di un concetto sconosciuto al mondo greco e al Medioevo e che quindi siamo di fronte ad una invenzione dei moderni. Per comodità citiamo tre autori su tutti: Bodin, Hobbes, Rousseau. Quando parliamo di sovranità ci riferiamo pertanto, anche inconsapevolmete, a quanto di essa pensarono questi tre autori che, a prescindere dalle inevitabili specificità delle loro ricerche filosofiche, seguono la medesima logica quando ne va del concetto di sovranità. Come si istituisce il potere sovrano? Citiamo la formula del "contratto" hobbesiano: «Io Conferisco autorità e abbandono il mio Diritto di autogovernarmi a questo Uomo, o a questa Assemblea di uomini, a condizione che anche tu alla stessa maniera abbandoni il tuo diritto, e Conferisca autorità a tutti i suoi Atti. Fatto questo, la Moltitudine così unita in una sola Persona, è chiamata Stato. […] E colui che rappresenta così la Persona di tutti è chiamato sovrano ed è detto possedere il POTERE SOVRANO; e tutti gli altri sono suoi sudditi». La chiarezza di Hobbes ci è d'aiuto nel mostrare la dinamica fondamentale in base a cui si istituisce il potere sovrano, dinamica che è comune anche a Bodin e Rousseau : il popolo, per ragioni che mutano di caso in caso ma che qui non ci interessano, si priva completamente di tutto il suo potere e lo trasferisce alla persona del Sovrano, che può essere tanto il Re quanto una assemblea di eletti. Una volta investito di questo potere il sovrano non fa più parte del popolo e del corpo politico: è "diviso dal popolo", è posto in un tutto separato e trascendente, in quanto è l'unico possessore del potere del corpo politico. Il potere sovrano è allora un potere assoluto (ab-solutus, sciolto da). Maritain osserva in proposito: «La sovranità o non significa niente o significa un potere supremo separato e trascendente: non un potere al vertice, ma al di sopra del vertice e che governa dall'alto l'intero corpo politico». Che cosa significa dunque "sovranità"? Essenzialmente due cose: 1) un diritto naturale e inalienabile (tratti tipici della sovranità) alla indipendenza suprema e al supremo potere; 2) un diritto a una indipendenza e a un potere che sono supremi in senso assoluto, ossia in modo trascendente: il sovrano è indipendente di fronte al tutto da lui governato e ha potere su di esso separatamente da quello stesso tutto. Mi limito ad enunciare queste due tesi, in parte sperando di averle fatte emergere, almeno la seconda, da quanto detto sinora, in parte lasciando la discussione aperta al gruppo. Secondo Maritain, la sovranità, nel significato autentico qui illustrato, è un concetto illusorio, perché è frutto di un errore originario. Questo errore risiede nel fatto che i teorici della sovranità hanno scambiato il diritto del popolo ad autogovernarsi in un potere che può essere deliberatamente donato al sovrano. Il potere, come un qualsiasi bene materiale, se è posseduto dall'uno non può essere posseduto dall'altro: ecco spiegata la necessità della trascendenza della sovranità. Viceversa il diritto (quello dell'autogoverno) può essere posseduto dall'uno (dal popolo) come appartenente alla sua natura, e dall'altro (dal sovrano) in quanto ne sia fatto partecipe. Riprendendo il concetto medioevale di "vicariato", Maritain può allora dire: «Il principe quindi avrebbe dovuto essere considerato come al vertice (ma non al di sopra del vertice) della struttura politica, come una parte che rappresenta il tutto (e non come un tutto separato) o come una persona che ha ricevuto la missione di esercitare la somma autorità del corpo politico e che possiede tale autorità in modo vicariante, a titolo di partecipazione al diritto naturalmente posseduto dal popolo». Questa nozione di principe, sempre secondo Maritain, non si è mai incarnata nel corso della storia umana. Se quanto abbiamo visto è il vero significato di sovranità, non siamo forse di fronte a un concetto che è necessario abbandonare? Possiamo parlare di "popolo sovrano" o di "stato sovrano" senza rischiare di incorrere in errori concettuali molto pericolosi (ipotizzare che il popolo sia sovrano significa ammettere, stante la tesi 2, che il corpo politico si autogoverna separatamente da se stesso e al di sopra di se stesso, il che è manifestamente impossibile)? Lascio volutamente aperta la questione, di fatto risolta da Maritain, per non influenzare l'andamento del dibattito. Spero infine di essere stato abbastanza chiaro. |